Come aprire un e-commerce - Scintille CNA Ferrara

Aprire un Ecommerce

Info utili e requisiti

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1. Ecommerce: perché farlo?

Partiamo da alcuni dati che non dovrebbero lasciare spazio ad altri dubbi:

 

  • 1 persona su 4 nel mondo acquista online (fonte Oberlo)
  • I dati cumulativi prevedono per i prossimi anni un aumento del 276,9%delle vendite mondiali di e-commerce (fonte Shopify)
  • Entro il 2022, le vendite globali di e-commerce per i beni di largo consumo (FMCG) diventeranno un’opportunità dal valore di 400 miliardi di dollari (fonte Nielsen)
  • I cittadini europei effettuano sempre più acquisti fuori dalle frontiere del proprio Paese di origine: il 44% di europei effettua acquisti solo nel proprio Paese, il 47% acquista anche all’estero, il 9% acquista solo all’estero (fonte Paypal)
  • In Italia l’80% degli acquirenti digitali effettua, in media, almeno un acquisto tramite e-commerce al mese. I consumatori digitali italiani possono essere divisi in intensivi (20%, almeno un acquisto a settimana), abituali(80%, almeno un acquisto al mese) e infine sporadici (20%, un acquisto ogni trimestre o meno). Risulta quindi che il mercato e-commerce italiano sia dominato dagli acquirenti abituali: un e-consumer italiano su due acquista infatti online almeno una volta al mese, se non di più (fonte Report Idealo 2020)

2. Ecommerce: come farlo

Il commercio elettronico è un’opportunità di business sempre più sfruttata dalle imprese ma occorre sapersi destreggiare al meglio nell’utilizzo di questo importante strumento. 

Ci sono infatti diverse norme che impattano sulle attività economiche svolte on line. Per esempio:

  • codice del consumo
  • disciplina del commercio
  • codice delle comunicazioni elettroniche
  • GDPR

Il commercio elettronico si configura come la conclusione di un contratto, nello specifico un contratto telematico, la cui conclusione avviene generalmente con un “Point & Click”, il tasto virtuale di accettazione (acquista/ordina).

Ci sono due modalità principali di svolgere l’Ecommerce:

  1. Dal sito web proprietario dell’impresa titolare del dominio: il sito è un vero e proprio negozio on line dove l’azienda vende i propri prodotti o servizi on line;
  2. Da piattaforma tecnologica gestite da una figura terza, che è il gestore del software, come ad esempio Amazon o Aliexpress.

Per completare una strategia di vendita omnichannel è possibile utilizzare anche entrambe le modalità.

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3. Gli step burocratici

Per poter svolgere commercio elettronico occorrono gli stessi requisiti morali e professionali del commercio “tradizionale” ( in base ai prodotti offerti):

I requisiti debbono essere dichiarati all’interno di una apposita SCIA oltre all’iscrizione dell’impresa al R.I, l’apertura della P.IVA e iscrizione all’INPS.

Sono molte le informazioni obbligatorie da inserire nei siti di Ecommerce: vanno da quelle generali sull’azienda, quelle contrattuali, i diritti dei consumatori, l’informativa sulla privacy e sull’utilizzo dei cookie, ecc… pertanto è sempre bene rivolgersi a tecnici e professionisti prima di partire, per evitare sanzioni. 

Il 55% dei siti Ecommerce in UE è fuorilegge (indagine Commissione Europea su 369 portali in UE, 17 italiani di cui 6 sono risultati non a norma).

4. Non reinventare la ruota

Svolgere le varie attività di analisi del mercato, imparare le regole di un settore, stendere un business plan e affrontare gli step burocratici può sembrare una montagna alta da scalare se non si è imprenditori esperti. In più è difficile trovare informazioni aggiornate e complete sulla realtà del territorio. Ecco perché noi siamo qui per aiutarti, con la nostra esperienza e competenza, visto che per noi si tratta di attività che svolgiamo quotidianamente.

Vieni a parlare della tua idea con noi, lasciati aiutare da noi a muovere bene i primi passi, e vedrai che realizzare il tuo sogno sarà bellissimo!

Domande frequenti

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La partita IVA è sempre obbligatoria?

Se stai muovendo i primi passi in proprio nel mondo del lavoro autonomo, a determinate condizioni, potrebbe essere utile ricorrere allo strumento della prestazione occasionale.

Lo dice la parola stessa: l’occasionalità e non l’abitualità è una caratteristica imprescindibile!

Inoltre:

    • non deve esserci alcun legame di subordinazione con il committente che ha commissionato il lavoro
    • non può riguardare un’attività che già viene svolta in modo professionale
    • non puoi fare pubblicità alla tua attività occasionale quindi non sarà possibile fare annunci pubblicitari anche attraverso una pagina Facebook, Instagram o un sito web

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Prestazione occasionale: le attività ammesse

La prestazione occasionale è consentita per quelle attività che prevedono l’erogazione di un servizio o lo svolgimento di un’opera. Esempi: chi si occupa di attività intellettuali, designer, freelancer, o procacciatori d’affari, programmatori che saltuariamente offrono assistenza informatica presso un piccolo esercizio commerciale etc.

Raggiunta la soglia di 5.000 euro lordi di prestazioni in un anno però scatta l’obbligo di iscrizione alla Gestione Separata INPS, con il contestuale obbligo del versamento contributivo sulla quota di reddito eccedente la soglia di 5.000 euro.

Inoltre, dal 21 dicembre 2021 è in vigore l’obbligo per chi stipula un contratto di collaborazione occasionale ex art. 2222 del Codice civile, di effettuare una preventiva comunicazione all’Ispettorato territoriale del lavoro competente per territorio.

Micaela Bonetti
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La storia di Micaela

La scintilla è nata dall’idea di unire l’esperienza di tanti anni nel settore dell’estetica con l’azienda agricola di famiglia, per creare Pyrus: una linea di prodotti cosmetici basati su estratto di pera abate. 

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