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Aprire un’attività di NCC – Noleggio Con Conducente

Requisiti, info utili e modalità

IN BREVE

  1. NCC – Noleggio con Conducente: che cos’è?
  2. Normativa di riferimento
  3. Requisiti
  4. L’autorizzazione comunale
  5. Ultimi passaggi
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1. NCC – Noleggio con Conducente: che cos’è?

L’attività di noleggio con conducente è fortemente in crescita e viene sfruttata soprattutto nelle grandi città: nella sfera privata è richiesta per viaggi di famiglia, matrimoni, feste, per raggiungere ospedali e aeroporti e per viaggi di lavoro.

È un servizio spesso richiesto anche da aziende e hotel che cercano soluzioni di trasporto convenienti ed elastiche per i loro cliento. Collaborare con agenzie di noleggio con conducente può offrire servizi personalizzati e affidabili.

Considera anche che il servizio NCC può circolare anche durante le restrizioni al traffico, nelle Zone a Traffico Limitato e sulle corsie preferenziali. Inoltre, a differenza dei taxi, le auto a NCC non hanno limiti di tempo o di spazio e possono trasportare passeggeri anche al di là dei confini nazionali.

Il Noleggio con Conducente per definizione è un servizio pubblico non di linea, rivolto ad un’utenza specifica di passeggeri che avanza una richiesta di prestazione.

Il corrispettivo per il servizio NCC auto è direttamente concordato tra l’utenza ed il vettore, il trasporto può ssere effettuato senza limiti territoriali e la prestazione del servizio non è obbligatoria.

2. Normativa di riferimento

Quando si parla di NCC la normativa a cui fare riferimento è la seguente: Codice della Strada ( art.85 ); Legge 21/92 come modificata dalla L.12/2019; DGR 2009/1994; Regolamenti Comunali.

Sono previste regole ben specifiche per l’inizio e la fine del servizio presso le rimesse, la sosta dei veicoli e la compilazione del foglio di servizio da tenere a bordo del veicolo.

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Angelica Raimondi
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La storia di Angelica

Angelica nasce a Ferrara nel 1997. Trascorre le sue giornate di bambina tra scatoloni di bambole spettinate, giocando a travestirsi con le scarpe di vernice della mamma, mentre la nonna le confeziona cappottini in pelliccia e co-ordinati bouclé. Con il microfono giocattolo davanti alla tv ed una parrucca bionda, intona le canzoni di Celine Dion ed imita le movenze di Cher. I suoi quaderni di scuola si riempiono di disegni di abiti e di racconti che lasciano spazio a tutta la sua pragmatica fantasia.

3. I requisiti

Per ottenere l’autorizzazione rilasciata dall’amministrazione comunale, dovrai:

  • Iscriverti, previo superamento di un esame (possesso di requisiti personali, morali e professionali), presso la CCIAA (ovvero la Camera di Commercio di riferimento), al Ruolo Conducenti per l’esercizio del servizio di NCC con autovetture fino a 9 posti compreso il conducente. Per il superamento dell’esame non esistono corsi da frequentare, ma è possibile acquistare specifici testi (normativa e quiz) appositamente dedicati.
  • Avere il Certificato di abilitazione alla guida professionale (rilascio a seguito di esame presso MCTC ).
  • Avere a disposizione una sede operativa e una rimessa nel territorio del Comune in cui si ottiene l’autorizzazione.
  • Disponibilità di un veicolo di proprietà o in leasing – All’interno del parabrezza e sul lunotto posteriore i veicoli avranno un contrassegno con la scritta “noleggio” e saranno dotati di targa posteriore con dicitura “NCC” con stemma del Comune che ha rilasciato l’autorizzazione.

4. L’autorizzazione comunale

Per poter svolgere l’attività di NCC è devi avere l’autorizzazione comunale che viene rilasciata attraverso bando di pubblico concorso.

L’autorizzazione è riferita ad un singolo veicolo. I titolari di autorizzazione possono essere iscritti in qualità di titolari di impresa individuale, associarsi in cooperative o consorzi.

Non è possibile cumulare la licenza Taxi con autorizzazione NCC; è possibile invece avere la titolarità di più autorizzazioni per il servizio di NCC.

A determinate condizioni l’autorizzazione è trasferibile (es. inabilità, possesso da cinque anni, ecc. ).

Inoltre, i titolari di autorizzazione possono essere sostituiti alla guida in alcuni casi (es. malattia, sospensione patente), da persone iscritte al ruolo dei conducenti.

5. Ultimi passaggi (fondamentali)

Dopo aver ottenuto l’autorizzazione per poter avviare ufficialmente l’attività mancano i seguenti passaggi: 

  • Apertura della Partiva Iva con l’apposito Codice Ateco;
  • Iscrizione al registro delle Imprese o, in presenza dei requisiti, all’Albo delle Imprese Artigiane;
  • Iscrizione INPS e INAIL;
  • Adempimenti relative al TU sulla Sicurezza diversificati a seconda della tipologia di Impresa;
  • La sorveglianza sanitaria qualora l’attività venga svolta in forma di impresa con lavoratori o in forma societaria.
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La partita IVA è sempre obbligatoria?

Se stai muovendo i primi passi in proprio nel mondo del lavoro autonomo, a determinate condizioni, potrebbe essere utile ricorrere allo strumento della prestazione occasionale.

Lo dice la parola stessa: l’occasionalità e non l’abitualità è una caratteristica imprescindibile!

Inoltre:

    • non deve esserci alcun legame di subordinazione con il committente che ha commissionato il lavoro
    • non può riguardare un’attività che già viene svolta in modo professionale
    • non puoi fare pubblicità alla tua attività occasionale quindi non sarà possibile fare annunci pubblicitari anche attraverso una pagina Facebook, Instagram o un sito web

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Prestazione occasionale: le attività ammesse

La prestazione occasionale è consentita per quelle attività che prevedono l’erogazione di un servizio o lo svolgimento di un’opera. Esempi: chi si occupa di attività intellettuali, designer, freelancer, o procacciatori d’affari, programmatori che saltuariamente offrono assistenza informatica presso un piccolo esercizio commerciale etc.

Raggiunta la soglia di 5.000 euro lordi di prestazioni in un anno però scatta l’obbligo di iscrizione alla Gestione Separata INPS, con il contestuale obbligo del versamento contributivo sulla quota di reddito eccedente la soglia di 5.000 euro.

Inoltre, dal 21 dicembre 2021 è in vigore l’obbligo per chi stipula un contratto di collaborazione occasionale ex art. 2222 del Codice civile, di effettuare una preventiva comunicazione all’Ispettorato territoriale del lavoro competente per territorio.

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